Il lavoro transfrontaliero

Se lavori in un paese dell'UE e vivi in un altro paese e ci torni ogni giorno, o almeno una volta a settimana, vieni considerato un pendolare transfrontaliero in base alla normativa europea (o lavoratore transfrontaliero o frontaliero).

Tutti i cittadini dell'UE hanno il diritto di lavorare in un altro paese europeo alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini di quel paese e senza dover richiedere un permesso di lavoro. L'assunzione di cittadini di altri paesi europei non deve essere soggetta a restrizioni quantitative o condizioni discriminatorie.

La libera circolazione dei lavoratori è un principio fondamentale dell'UE, sancito dall'articolo 45 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e ulteriormente precisato dal diritto derivato e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea. I cittadini dell'UE hanno il diritto di:

  • cercare lavoro in un altro paese dell'UE;
  • lavorare in tale paese senza bisogno di un permesso di lavoro;
  • vivere in questo paese per motivi di lavoro;
  • cercare lavoro in un altro paese dell'UE;
  • ricevere dai servizi nazionali per l'impiego la stessa assistenza che viene prestata ai cittadini del paese d'accoglienza;
  • restare nel paese il tempo sufficiente per cercare lavoro, candidarsi ed essere assunti;
  • restarvi anche quando l'attività professionale è giunta a termine;
  • godere della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali per quanto riguarda l'accesso al lavoro, le condizioni di lavoro, nonché qualsiasi altro beneficio sociale e fiscale.

Chi cerca lavoro non può essere espulso se è in grado di provare che è alla ricerca di un impiego e ha la possibilità concreta di trovarlo. Se lavori in un paese dell'UE e vivi in un altro paese e ci torni ogni giorno, o almeno una volta a settimana, vieni considerato un pendolare transfrontaliero in base alla normativa europea (o lavoratore transfrontaliero o frontaliero). La normativa comunitaria che regola il lavoro frontaliero è rappresentata dal Regolamento n. 883 del 2004 e dal Regolamento di attuazione n.987 del 2009. Il lavoratore frontaliero è un "lavoratore subordinato o autonomo che esercita un’attività professionale nel territorio di uno Stato membro e risiede nel territorio di un altro Stato membro dove, di massima, ritorna ogni giorno o almeno una volta la settimana".

I frontalieri sono tenuti a versare i contributi previdenziali e le altre prestazioni assicurative presso l'Ente previdenziale dello Stato membro in cui svolgono la prestazione lavorativa.
La regione Euradria è caratterizzata dalla presenza di numerosi lavoratori che ogni giorno oltrepassano il confine e lavorano nel paese confinante. È in particolare il caso del confine Italo Sloveno, attraversato ogni giorno da lavoratori e lavoratrici che risiedono in uno dei due paesi ma esercitano un’attività lavorativa nell’altro.

Questa norma presenta anche alcune eccezioni:

Conoscenze linguistiche

I candidati di altri paesi europei possono essere chiamati a dimostrare di possedere le conoscenze linguistiche necessarie per lo svolgimento dell'attività lavorativa, a condizione che le conoscenze richieste siano ragionevoli e necessarie per l'attività in questione. I datori di lavoro non possono tuttavia esigere una qualifica specifica come prova di tale competenza.
Nuovi paesi dell'UE: per i cittadini di questi paesi l'accesso al lavoro può essere soggetto a restrizioni durante un periodo transitorio.

Condizioni di lavoro

Un cittadino dell'UE che lavora in un altro paese europeo deve essere trattato esattamente allo stesso modo dei colleghi che sono cittadini di tale paese per quanto riguarda:
- le condizioni di lavoro (retribuzione, licenziamento, reintegrazione, ecc.);
- l'accesso alla formazione.

Benefici sociali e fiscali

Le indennità intese a facilitare la ricerca devono essere disponibili anche per i cittadini degli altri paesi dell'UE, a condizione che abbiano un reale collegamento con il mercato del lavoro locale, ad esempio per avervi cercato un impiego per un lasso di tempo ragionevole.
I lavoratori di altri paesi dell'UE hanno diritto agli stessi benefici sociali e fiscali dei lavoratori nazionali (ad esempio, riduzioni tariffarie sui trasporti pubblici per famiglie numerose, assegni familiari, minimo vitale).

I lavoratori transfrontalieri, vale a dire le persone che per lavorare oltrepassano il confine nazionale e ritornano nel proprio paese almeno una volta alla settimana, godono degli stessi vantaggi dei lavoratori del paese in cui si recano per lavorare. Sebbene la Corte di giustizia europea abbia affermato che i benefici sociali non devono essere subordinati ad alcun requisito legato al fatto di soggiornare sul territorio nazionale, i lavoratori transfrontalieri incontrano ancora problemi quando richiedono tali benefici.